Aforisma

Passano le ore, i giorni, i mesi, gli anni senza accorgersi che la vita ti sfugge. (Jalesh)

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Dedica

Oggi mi hanno dedicato questi versi ne avevo proprio bisogno

Dedicato a Te Jalesh
Ti regalo un sogno / uno di quelli colorati/ che quando chiudi gli occhi / ti culla e ti porta via. / Ti regalo un sogno che cancelli i tuoi affanni/ che ti vieti di piangere/ ma che ti faccia sorridere/ come quando da piccolina guardavi curiosa il mare. Ti regalo un sogno gioioso che spezzi l’urto del giorno.

Rinaldo Ambrosia

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Esperimento fallito

Fotografia di 65Luna

Seguo
la tua ombra in decollo
fra breve svanirà
raggiungerai sfere
celestiali

Svanirai
nell’infinito delle nubi
per un atterraggio
dall’altra parte
terrestre

Popoli
religioni tradizioni usi costumi
siamo stati capaci
di unire
brillantemente

sembra
non aver ottenuto UNIONE
malcontento covano alcuni
massacrando dolorosamente
innocenti

(Jalesh)

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Un viaggio in barca indimenticabile

Giulio aveva preso da poco il brevetto di Skipper ed insieme ad un suo amico, che aveva una bella barca, intrapresero da La Spezia un bel viaggietto verso Civitavecchia e Fiumicino. Erano i primi di giugno, l’aria era abbastanza calda. Fu un viaggio indimenticabile. Dopo due giorni di navigazione ormeggiarono la barca al porticciolo di Fiumicino. Il tempo era splendido e la serata prometteva bene. Scesero e si diressero verso un localino piano bar per divertirsi un pò. Giulio si guardava intorno e ad un tratto vide una bella ragazza tutta sola e pensierosa. Si avvicinò e cominciarono a parlare parlare come vecchi amici, mentre il suo amico sorseggiava un drink. Tiziana aveva due occhi verdi come il mare ed un sorriso smagliante, Giulio chiese al cameriere di farsi portare uno champagne rosato e Tiziana aggiunse due porzioni di fragole ribes nero e uva. Li servirono in ciotole con il ghiaccio dentro. Verso la mezzanotte Tiziana volle andare a casa e Giulio l’accompagnò in una casetta poco lontano dal molo e notò una feritoia nel muro di cinta accanto al cancello che fungeva come buca delle lettere. Giulio le diede un bacio sulla guancia ed ancora ne sente l’emozione. Prese l’indirizzo ed il giorno dopo ripartirono per La Spezia. Giulo scrisse una mirade di lettere a Tiziana, ma sempre senza risposta. Oggi dopo circa quaranta anni ormeggaiva nuovamente sul molo di Fiumicino e non poteva non verificare se c’era ancora quella casetta con quella singolare e originale buca delle lettere. C’era ma la casa era diroccata. Sconsolato ritornò sulla barca e si lasciò dondolare sognando e fantasticando quel momento indimenticabile di tanti tanti anni fa.

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Ashlie

Affacciata al finestrino del treno, cercava di dimenticare. Ma il suo pensiero scorreva sempre nella stessa direzione come le rotaie di questa meravigliosa carrozza, una delle più belle del famoso treno Orient Express. Ashlie è londinese, un’amante della letteratura e del mondo Orientale. In quegli anni era molto difficile esprimere le proprie emozioni su argomenti che trattavano solo gli uomini. Alla fine dell’Ottocento, in tutte le società del mondo occidentale, costume, morale e diritto sono ancora uniti nel sanzionare la diseguaglianza fra uomini e donne, il privilegio maschile, lo stato di minorità delle donne. La modernizzazione sta progressivamente allargando a pezzi di società i diritti di cittadinanza, ma le donne, tutte le donne, sono ancora escluse dalla partecipazione politica, sono ritenute incapaci di agire secondo ragione, sono sottoposte alla potestà del marito; non sono libere di gestire la propria vita e i propri beni; sono escluse da tutta una serie di percorsi di studio e di professioni; non godono di parità di trattamento con gli uomini nella famiglia e nel lavoro. Molte donne delle classi popolari lavorano (operaie in fabbrica, braccianti, contadine, serve, lavoranti a domicilio ma anche piccole commercianti, sarte, ricamatrici), spinte dalla necessità economica, ma l’aspirazione sociale diffusa anche fra loro è quella di essere, come le donne dei ceti agiati, spose e madri all’interno della famiglia, un modello femminile che si è imposto nella società borghese del XIX secolo e che ha segregato la donna borghese in casa più delle sue antenate non borghesi. Ashlie stava scappando proprio da questa funzione borghese che le stava troppo stretta. Sapeva che in Oriente la situazione era peggio, ma contava di trovare qualcosa che la facesse sentire meglio. Lasciare marito figli suocera vita agiata per andare dove?? Ad Istanbul, dove sicuramente la situazione delle donne era ancora pià terrible. In quell’anno l’impero Ottomanno, oramai in crisi, subì la cosiddetta rivoluzione dei “Giovani Turchi”. Il movimento era composto da intellettuali e ufficiali che volevano trasformare l’impero, molto arretrato dal punto di vista economico, in una moderna monarchia costituzionale. Nell’estate di quell’anno alcuni ufficiali marciarono col loro esercito contro Istanbul, costringendo il sultano a concedere la costituzione. Ashlie credeva in quella Rivoluzione composti per lo più da intelletuali e ambiva entrare a far parte del loro Movimento. Ma come?? questo era un bel dilemma. E mentre l’Orient Express continuava la sua marcia verso la sua meta, lei si buttava sempre più in letture filosofiche letterarie e psicologiche per capire meglio come poter entrare a far parte ci questo circolo rivoluzionario di “Giovani ” Turchi”. Immersa nella lettura nella carrozza adibita “a free time” scorrevano le pagine di tomi e anche giornali sulla situazione critica dell’Impero Ottomanno, Ashlie non si accorge che un aitante giovanotto dall’aria intelletuale anche lui sprofondato nella lettura, ogni tanto volgeva lo sguardo verso la nostra protagonista. Il tragitto era lungo fino a Costantinopoli ed in sei giorni il giovane Alim sperava di incrociare gli occhi di Ashlie e conoscere questa affascinante divoratrice di libri. Cala la sera e sull’Oriente Express tutti si avviano verso la carrozza ristorante, ma Ashlie sembrava aver perso la cognizione del tempo. Alim allora prendendo il coraggio a quattro mani e chiedendole mille volte scusa di disturbare la sua lettura le fa presente che è l’ora di cena.
Con un sorriso smagliante Ashlie lo ringrazie e si avviano verso la carrozza. Veloci presentazioni e decisione di cenare insieme, visto che i discorsi caddero subito sulla letteratura orientale. Ben presto Alim confidò ad Ashlie di essere andato a Parigi per migliorare le sue conoscenze su argomenti importanti letterari e di far parte del movimento “Giovani Turchi” , in cui credeva molto, formato da ufficiali dell’esercito, intellettuali e piccoli funzionari, caratterizzati da un acceso nazionalismo turco e dall’ideologia borghese. I Giovani Turchi, col loro “ottomanismo”, volevano un impero unico e indivisibile, con un’unica lingua, al punto che non si poteva essere eletti in parlamento se non si parlava turco…..Ashlie pensò di dover imparare la lingua turca…. Furono giorni intensi quelli di Ashlie e Alim. Si raccontarono tutto quello che il movimento dei “Giovani Turchi” voleva raggiungere e ben presto anche Ashlie cominicò a condividere. L’Oriente Express fu per loro “gaelotto” e così nacque l’Amore. Ovviamente al sesto giorno all’arrivo ad Istanbul, Ashlie era un tantino disorientata sia per la lingua che per il luogo totalmente diverso dal Londra. Ma Alim seppe indirizzarla in un albergo stupendo, dove rimase per un anno a coltivare sia le idee del movimento che il suo amore per Alim. Erano attratti ambedue dalla letteratura orientale e dalle iniziative prese dal movimento. Ben presto Ashlie cominciò a masticare la lingua turca e così decisero di vivere in insieme. Londra, la famiglia, i figli , la suocera, erano un brutto sogno. Ma nel suo cuore c’era ancora una fiamma per i suoi due figli. Intanto le cose nell’impero ottomanno si mettevano male. Il nuovo regime, guidato da esponenti del movimento, tentò di realizzare, con qualche successo, un’opera di modernizzazione dello Stato, ma non seppe avviare a soluzione il problema dei rapporti con popolazioni europee ancora soggette all’Impero, in stato di endemica rivolta. All’inizio le idee erano magnifiche anche se rivoluzionarie, ma Alim e Ashlie realizzarono che era il momento di abbandonare il movimento che stava prendendo una brutta piega. Intanto erano passati quattro anni da quando Ashlie aveva lasciato Londra e aveva notizie dei suoi figli da una sua carissima amica. Ormai era tutto pronto, ambedue convinti dell’errore che avevano fatto nel seguire i “Giovani Turchi” decisero di ritornare in Inghilterra dove Ashlie avrebbe abbracciato i suoi due figli ormai al corrente della situazione. Ma non avevano fatto i conti con l’inizio della prima guerra Mondiale e con il genocidio armeno, condotto durante la guerra. Mentre tentavano di fuggire caddero prigionieri e furono deportati ed eliminati come tanti altri armeni.

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La sciarpa bianca

Finita la terza media, Settimio aveva cercato lavoro in nord Italia, ma non faceva per lui stare al nord mancava la sua Roma. Ormai per Settimio arrivato a 21 anni, rimasto orfano di padre, l’unica alternativa fu quella di tornare a Roma, sua città natale e cercare di sbarcare il lunario. Aveva cercato di rimanere o in Piemonte o in Lombardia, ma non aveva nessun mestiere, e dovevi inventarti qualcosa. A Roma, aveva ancora i suoi nonni materni, ed il nonno aveva una carrozza ed il cavallo, a’ botticella romana. Non tutti sono stati a Roma e anche chi c’è stato non è detto che sappia cosa sono le botticelle. Sono le carrozze turistiche, che portano i turisti per visitare la città eterna. Unica risorsa era una carrozza malandata e un cavallo vecchio. Settimio non aveva altra scelta, si mise a sistemare la carrozza la dipinse, la personalizzò, l’abbellì con una tappezzeria rossa, cercò di allenare il cavallo ormai molto vecchio a rifare il tragitto che faceva suo nonno: Piazza San Pietro, Ponte Milvio, il più antico ponte sul Tevere e Castel Sant’Angelo . Ci volle una settimana, cominciò il suo giro e con grande meraviglia, i turisti che volevano attraversare la città erano in molti. In poco tempo Settimio acquistò un altro cavallo, un’altra carrozza, e divenne “er più giovane e bello vetturino con la sua botticella”. Un giorno una bella giovane americana salì sulla sua botticella, gli fece fare tre volte lo stesso giro, e lo fece fermare pure vicino ad un venditore di caldarroste , ad un angolo della strada. Consumarono insieme le caldarroste, passarono la serata insieme, Diane era bella, ricca e capricciosa. Quella sera, le corse di Settiminio finirono con Diane. Nelle prime ore del mattino Diane si fece accompagnare nel suo albergo a Trastevere, faceva freddo….Diane si tolse la sua sciarpa bianca e la mise intorno al collo di Settimio. La mattina sarebbe partita per gli Stati Uniti. I giorni, i mesi, gli anni passarono, Settimio aveva legato la sciarpa di Diane sulla sua botticella e sperava un giorno rivederla. Vecchio ed ormai non più in grado di portare i turisti in giro, ogni tanto Settimio prendeva la sciarpa bianca e ricordava, sognava questo suo Amore….sognando sempre di poterla riabbracciare…..

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Galeotto fu il pozzo

Fotografia di 65Luna

Cigola
la lunga catena appesa
mentre il cestello
prende l’acqua
dal pozzo

Cade
lo sguardo del ragazzo
attento sulla donzella
che accaldata
si riversa il cestello
sul suo corpo
giovane

Rimane
imbambolato il giovane rapito
da tale bellezza e freschezza
nasce inconsapevolmente
galeotto il pozzo
Amore

(Jalesh)

 

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Il volo

Fotografia di Tiferett

Ad ali spiegate
vola verso la luce
meta di libertà
pace e serenità

(Jalesh)

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Lontano ma vicino

Lontano
dal nostro mondo terreno
nel mio cuore
sei sempre
vicino

(Jalesh)

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Tunnel

Non devi avere paura di guardare gli altri negli occhi…non abbassarli mai anzi guarda profondamente il tuo avversario sia donna sia uomo sia genitore sia principale eccc…e infondigli tutta la tua sicurezza anche se per te in quel momento non sai neppure di casa dove sta questa sicurezza…ma tu devi devi fargli capire a tutti che sei più forte e che nessuno ha il diritto di non rispettare la tua personalità qualunque sia…..dolce , tenera, animale, rozza , educata…eccc…

Dovremmo avere la facoltà di sapere ascoltare senza giudicare…dovremmo essere capace di fare stare a suo agio chiunque ci chiede qualcosa…amore, affetto, amicizia, aiuto, professionalità e competenza…ma purtroppo il mio papà diceva che non tutti hanno la capacità di ascoltare e di non giudicare e soprattutto di non deridere dei sentimenti altrui….

Se dovessimo essere tutti così…non ci sarebbe più sofferenza…e nessuno di noi cadrebbe a volte in un tunnel….che sembra non avere più via di uscita….ma ricordati che se è un tunnel…ha un’entrata ed un uscita….basta cercare di arrivare alla fine del tunnel…e prendere a piene mani l’aiuto che ti viene offerto…senza remore…senza vergogna..perchè non sempre nella vita questo aiuto ti viene offerto e buttarlo sarebbe un peccato…in confronto a coloro che non avranno mai l’opportunità che ad alcuni di noi capita…..mi sono spiegata….???

Io l’altra settimana e tu lo sai quanto sia stato difficile per me…ma ho ascoltato un Angelo che mi ha accompagnato per tutta quella sera…accucciolato vicino a me…ed io mi sono sentita protetta….coiadiuvata in questo mio lungo tunnel che sembrava non avesse più fine quella sera…certamente ho avuto anche una reazione umana…… mi sono violentata….ma ho guardato negli occhi il mio avversario….e guardandolo intensamente ho capito che stavo uscendo e vedevo la luce dell’uscita del tunnel…..perchè la vita continua…e a volte si pensa che quello era tutto ed invece nel mondo c’è di meglio…forse c’è anche di peggio..ma basta non avere fretta e cercare questa volta ponderando bene prima di buttarsi a capofitto in una situazione sia essa sentimentale..sia essa professionale, sia essa amichevole ecc…

Credo di essere stata abbastanza eloquente ma se così non fosse, con dolcezza, tenerezza e grandissimo affetto posso ripetermi…magari con altre parole…perchè queste scaturiscono dal più profondo del mio cuore………con tutto il mio amore….

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La mia musica

Mia madre suonava il pianoforte benissimo ed io piccolina l’ascoltavo incantata. Giocavo toccando tanti tasti neri e tanti tasti bianchi, che il tempo e l’esercizio quotidiano avevano ingiallito l’avorio e quel suono strampalato mi piaceva, avevo l’impressione di aver composto qualcosa di fantastico. Avevo cinque anni quando mamma mi mise davanti al piano forte e per arrivare alla tastiera dovette alzare quei banchetti girevoli fino all’ultimo giro e cmq non arrivavo ai pedali. Cominciai con il solfeggio e con la scala musicale di do e da lì a proseguire. Ore ed ore ad accarezzare i tasti ed a carpire il suono delle note sapendole riconoscere. Ricordo che al compelanno di papà suonai Für Elise ( Per Elisa) un breve pezzo facile per pianoforte di Ludwig van Beethoven. La musica mi frullava in testa e a volte senza spartito suonava ad orecchio le canzoni allora in voga. Ma subito mia madre mi riportavo all’ordine. Ore ed ore di esercizio, le dita alla fine mi facevano male e dovevo fare attenzione al freddo, a non farmi male e sempre averle molto agili. Intanto crescevo, studiavo e suonavo. Il mio sogno era quello di diventare una celebre concertista. Nel frattempo però fummo costretti a rientrare in Italia e per alcuni mesi non mi fu possibile proseguire i miei studi di pianoforte. Finalmente Roma fu la nostra destinazione e mi scrissi al Conservatorio di Santa Cecilia. Presi tutti i brevetti ma la mia aspettativa era salire sul palco. Arrivò quel giorno, avevo compiuto diciotto anni e mi fu proposto di suonare alla sala Baldini in piazza Campitelli. Che dirvi, le gambe mi tremavano, la mani mi si erano irrigidite, il brusio della sala mi terrorizzava, e quando seduta al pianoforte si aprì il palcoscenico mi sembrava di spronfondare, Di colpo silenzio assoluto, mi concentrai con tutte le mie forze ed inizai a suonare “Clair de la Lune Debussy, mi isolai e le mie dita scorrevano veloci come il vento ormai eravamo soltanto la musica ed io…..

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Un pensiero che mi assilla

Quante notti bianche a cercarti per venirti a trovare dovunque tu sia anche solo per un attimo…..ma dove cercare? Solo con la mia mente ho l’illusione che ti trovi ma il dolore diventa più fitto, mi stringe il cuore, mi toglie l’aria. Come su uno slide fotografico mi vieni davanti negli ultimi momenti quando inerme avvolto in un accappatoio bianco, il tuo pallore misto ad un colore verdastro, gli occhi chiusi e ormai con il corpo gelato ti guardavo piangendo sommessamente per non far soffrire tuo fratello e tuo padre ancora di più e non riuscivo nemmeno a strillare, a gridare al mondo che non era possibile che ci avevi lasciato. Per cui quando ti vengo a cercare nel sogno, per me è un martirio e sembrerà strano ma quando inconsciamente ti sogno piccolo grande in qualunque maniera, la mattina mi sveglio di cattivo umore perchè in sogno sembra tutto vero sei lì che mi parli ti tocco, ma quando apro gli occhi il sogno è finito e tu non ci sei più……

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Per sempre 1 luglio 2018

Mamma
in punta di piedi
te ne sei andata
quattro anni fa
per non tornare
mai più

(Jalesh)

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Giovane amore

Foto di SusannaBi, alias 65Luna

Ricordi quel vecchio ponte con le torri merlate? Esiste ancora a testimoniare il nostro amore. Ci mettevamo dietro una torre e ci baciavano indisturbati, per fuggire agli occhi indiscreti dei nostri genitori che avrebbero potuto vederci dalle loro finestre. Eh già abitavano in due casolari vicini. Che bei tempi allora….spensierati e folli di passione e ardore. Guarda la foto è proprio quel ponte lì. A qualcuno è piaciuto immortalarlo.

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La mia vita

Mi sembra di vedere la mia vita guardando questo scatto straordinario di Autore sconosciuto…la strada c’è,  lunghissima ma sopra la mia testa vedo questo groviglio ed intrecci di rami che hanno intralciato e addolorato la mia esistenza. Ma non mi arrendo nonostante tutto e continuo a camminare camminare finchè un giorno guardando verso l’alto non vedrò un cielo azzurro e un sole raggiante.

J.

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Cercami…

M’illudo sempre
AmarTi è lo scopo
PensarTi la vita
SognarTi emozione
AverTi un’utopia

(Jalesh)

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Ansia

tremule mani
affanoso il respiro
ansia m’affligge

(Jalesh)

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Un monito a me stessa

Pensavo di essere una persona a cui almeno gli amici non avrebbero fatto dei torti. Ma mi sbagliavo, per l’ennesima volta prevale l’arrivismo e l’Amicizia si va a far fottere. Si sono scurrile perchè sono davvero incazzata. Nell’Amicizia come nell’Amore non si deve aspettare che l’altro sbaglia per prevalere, ma bisogna andare incontro per colmare il fallo. Ma cari Amici non è così…in questo mondo chi si fa avanti a gomitate va sempre bene a discapito degli altri. Ma ci sarà un giorno in cui vincerà l’ingenuità, la buona fede…..ma chissà???

J.

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21 aprile 2018

Passano gli anni, uno dopo l’altro, tanti ormai ma nel mio cuore c’è sempre il tuo ricordo nitido e vivo. Ti voglio bene amore mio

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N’ai pas peur

Fotografia di Tiferett

N’ai pas peur ma petite feuille
arrachée de la branche par le vent
Ce n’est pas un cauchemar
tu as rejoint tes amies sur le doux tapis
en hiver vous protègerez les racines du gel
au printemps la chaleur vous aidera
à vous décomposer pour former un humus
très fertile au pied des plantes
n’ai pas peur ma petite feuille
tu seras devenue un bon nourricier

Non aver paura mia piccola foglia
staccata dal ramo dal vento
Non è un incubo
Hai raggiunto le tue amiche sul dolce tappeto
in inverno proteggerete le radici dal gelo
in primavera il calore vi aiuterà
a decomporvi per formare un humus
molto fertile ai piedi delle piante
non aver paura mia piccola foglia
diventerai un buon nutrimento.

(Jalesh)

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Aforisma

Le plaisir est un désir, qui nous enveloppe dans un tourbillon de satisfaction personnelle

Il piacere è un desiderio che ci avvolge in un mulinello di soddisfazione personale

(Jalesh)

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Vivre ton moment

Fotografia di 65Luna

Le printemps cherche de rentrer
Ouvre ta fenêtre fermée depuis temps
en jouissant de ton vivre du moment

La primavera cerca di entrare
Apri la tua finestra chiusa da tempo
godendo il momento della tua vita

(Jalesh)

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Haiku (Gocce di luna)

Gocce di luna
illuminano il cielo-
nella notte buia

(Jalesh)

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Desiderio negato

Evanescente
Questa tua fisicità
Il mio tormento

(Jalesh)

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Amour

Je t’ai aimé à la folie, j’ai sauté dans le vide, bien que souffrant de vertige. Je suis heureuse de l’avoir fait parce que l’amour est une folie, qui te prend par la main et t’accompagne à travers un rêve merveilleux, parfois qui cesse quand tu t’eveilles.

Ti ho amato alla follia, ho saltato nel vuoto pur soffrendo di vertigini. Sono felice di averlo fatto perchè l’amore è una follia che ti prende per mano e ti accompagna attraverso un sogno meraviglioso, che a volte cessa quando ti svegli.

(Jalesh)

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