Amor

mi par che sia amor
luminoso infuocato
il verseggiare-

(Jalesh)

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Cosa cambierei ?

Se dovessi scegliere di riscrivere la mia vita non avrei nessun dubbio….Innanzitutto non lascerei il paese dove sono nata perchè le mie radici sono rimaste lì ed in certe giornate buie e tristi mi torna il mal d’Africa. Cosa cambierei? Bella domanda, forse nulla perchè arrivando in un altro paese per me straniero non avrei condotto la vita che ho vissuto, non avrei incontrato l’uomo che oggi è stato mio marito, non parlerei anche l’italiano, ma di una cosa sono certa abiterei vicino al mare come lo sono anche adesso. La ricchezza non mi attrae molto, mi incanta la vita tranquilla serena senza incubi e malesseri dentro che mi angustiano il quotidiano. Vorrei non aver passato momenti di dolore profondo, ma anche qui sono scettica, credo che il carma sia uguale ovunque noi siamo. Non vorrei perdermi la gioia di essere madre come lo sono. Pertanto alla fine anche questa mia vita mi appaga, forse vorrei avere attorno a me un pò più di dolcezza, tutto sommato ringrazio non so chi di essere ancora qui a raccontarvi questi miei sogni….

(Jalesh)

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Vita poesia a 4 mani di Oddonemarina e Jalesh

Come farfalla
voli lontano
sul crinale
del monte.

Ondeggiando
di fiore in fiore
librandoti
nell’aria

Mentre l’attesa
sfiorisce al sole
diventando
paglia secca

Il tempo passa
senza indugio
come fugace
predatore

L’ombra nel cielo
di un’ala vorace
chiude l’anima
perduta nel mondo

Mentre il sentiero
della giovinezza
incontra
il sentiero
della vecchiaia

Oddonemarinae Jalesh

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Filtro d’Amore


Edmond DuLac dipinto

Bevi questo filtro d’amore
rendi felice questa fanciulla
perditi nei meandri del piacere
in una stupenda notte d’Oriente
domani sarai sicuramente felice
pensando al tuo futuro migliore

(Jalesh)

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Orme (poesia a 4 mani) di Oddonemarina e Jalesh

Orme

Orme passate orme presenti
che si accompagnano nel sentiero
accanto al tuo.

Arduo il cammino si presenta
ma sempre insieme procedono
in amore ed armonia

Lumi lontani appannano
lo sguardo nel riflesso
costante di un cuore stanco

Strani fantasmi popolano
l’anima ormai consunta
da continue sofferenze

Desiderio dell’alito caro
della carezza sul viso mentre
riconosci parole che non svaniscono

La mente si aggrappa invano
a ricordi di un passato vivo
che lacerano ancora il presente

Oddonemarinae Jalesh

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Aforisma la solitudine

La vita è un dono, ma se entri nell’antro della solitudine non c’è oro nè magia che regga …..solo pietra dura da scalfire

Jalesh

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Cèline Dion – Parler à mon père

Je voudrais oublier le temps
pour un soupir, pour un instant,
une parenthèse après la course,
et partir où mon cœur me pousse.

Vorrei dimenticarmi del tempo
per un sospiro, un istante,
una parentesi dopo la corsa,
e andare dove mi spinge il cuore.

Je voudrais retrouver mes traces
où est ma vie, où est ma place,
et garder l’or de mon passé
au chaud dans mon jardin secret.

Vorrei ritrovare le tracce
della mia vita, del posto da cui vengo,
e conservare l’oro del mio passato
al caldo del mio giardino segreto.

Je voudrais passer l’océan,
croiser le vol d’un goéland,
penser à tout ce que j’ai vu,
ou bien aller vers l’inconnu.
Je voudrais décrocher la lune,
je voudrais même sauver la Terre
mais avant tout je voudrais
parler à mon père,
parler à mon père.

Vorrei attraversare l’oceano,
incrociare il volo di un gabbiano,
pensare a tutto quello che ho visto,
o al contrario andare incontro all’ignoto.
Vorrei strappare la luna,
vorrei addirittura salvare la Terra,
ma prima di tutto vorrei
parlare a mio padre,
parlare a mio padre.

Je voudrais choisir un bateau,
pas le plus grand ni le plus beau,
je le remplirais des images
et des parfums de mes voyages.

Vorrei scegliere una nave,
non la più grande né la più bella,
la riempirei di immagini
e di profumi dei miei viaggi.

Je voudrais freiner pour m’asseoir,
trouver au creux de ma mémoire
des voix de ceux qui m’ont appris
qu’il n’y a pas de rêve interdit.

Vorrei frenare per sedermi,
trovare in fondo alla mia memoria
la voce di chi mi ha insegnato
che non esistono sogni proibiti.

Je voudrais trouver les couleurs,
des tableaux que j’ai dans le cœur,
de ce décor aux lignes pures,
où je vous vois et me rassure.
Je voudrais décrocher la lune,
je voudrais même sauver la Terre,
mais avant tout, je voudrais
parler à mon père,
je voudrais parler à mon père.

Vorrei trovare i colori
dei quadri che ho nel cuore,
di quella casa dalle linee pure
dove vi vedo e mi sento sicura,
vorrei strappare la luna,
vorrei addirittura salvare la Terra,
ma prima di tutto vorrei
parlare a mio padre,
vorrei parlare a mio padre.

Je voudrais oublier le temps
pour un soupir, pour un instant,
une parenthèse après la course,
et partir où mon cœur me pousse.

Vorrei dimenticarmi del tempo
per un sospiro, un istante,
una parentesi dopo la corsa,
e andare dove mi spinge il cuore.

Je voudrais retrouver mes traces
où est ma vie, où est ma place,
et garder l’or de mon passé
au chaud dans mon jardin secret.

Vorrei ritrovare le tracce
della mia vita, del posto da cui vengo,
e conservare l’oro del mio passato
al caldo del mio giardino segreto.

Je voudrais partir avec toi,
je voudrais rêver avec toi,
toujours chercher l’inaccessible,
toujours espérer l’impossible,
je voudrais décrocher la lune,
et pourquoi pas sauver la Terre,
mais avant tout je voudrais
parler à mon père
parler à mon père
parler à mon père.

Vorrei partire con te,
vorrei sognare con te,
ricercare sempre l’inarrivabile,
sperare sempre nell’impossibile,
vorrei strappare la luna,
e perché no, salvare la Terra,
ma prima di tutto vorrei
parlare a mio padre.

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Scheggia by Jalesh

Dipinto di Walter Crane

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Haiku ( Afa)

caldo torrido
afa insostenibile-
nuoce natura

(Jalesh)

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Haiku (Lucciole)

Buia la notte
in cerchio le lucciole
ci illuminano-

(Jalesh)

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Haiku (del buio)

Buio nella notte
Stridula quel violino
Cade una stella

(Jalesh)

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21 giugno 2216 Mexiland

Pancho Palla, calato il suo sombrero, si addormenta già dalla mattina presto. Il sole è caldo e la fiacca si fa sentire. Il russare di Pancho Palla si fa sempre più forte e caduto il sombrero, si stende sotto l’albero con la bocca aperta. “Nada tabrajo”, Pancho continua a russare mentre un allegro ragnetto fa su e giù dall’albero alla bocca aperta de l’hombre. Si diverte il ragnetto ma non sa a che cosa va incontro. L’hombre improvvisamente chiude la bocca e il ragnetto si trova in una cavità oscura: “Temoroso, esperar che l’hombre riapra la boca”. Pancho si sveglia e tiene fame, non ha nulla per mangiare, ma sente sotto ai denti qualcosa di morbido. “Suerte fortunata” qualcosa da mettere sotto ai denti oggi. Rimette il sombrero e si rimprende “sueno ”
Freddure da Mexiland

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Il dubbio

Immagine di Michael Parkes

Cosa mi succede?
Una strana sensazione mi assale…
Per tutto il corpo sento un fluido caldo,
Il cuore mi scoppia,
La mia mente va oltre al limite,
Il mio cervello è senza freni,
Il mio intendere è nullo,
Il mio volere è schiacciante,
L’adrenalina sale alle stelle,
Sempre più si allontana l’illusione,
Di poter vivere a modo mio….
Una trappola che mi stringe la gola,
Il respiro manca e prende l’affanno…
L’ansia mi pervade…
L’angoscia mi assilla….
La tristezza mi è amica…
I sogni svaniscono,
Sono tentata alla rassegnazione…
Ma che dico…la rassegnazione mai…
La speranza è l’ultima a morire…
E’ il vademecum della mia esistenza.
Sto riprendo le redini della mia vita,
Devo ricominciare a sorridere,
Devo esprimere il mio IO come voglio,
Non devo piacere,
Ma devo essere accettata come tale,
Devo amare come so amare,
E non come vorrebbero gli altri.
Sono fiduciosa….
Riuscirò nuovamente ad essere Io…
Soltanto IO.
E’ il più bello dono che mi potrei fare…..

(Jalesh)

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21 Aprile 2019

Roma
nasceva tu piccola esistenza
quarantotto anni fa
questo Mondo
lasciavi

(Jalesh)

 

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Au clair de la lune

Fotografia di Hengki Lee

Al chiaror di luna
A capo chino torna
Con dei passi lenti
A ritroso nel passato
Rimembrando nostalgici
Gli anni verdi trascorsi

(Jalesh)

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Antidoto

È la dose che fa il veleno. Presa giornalmente diventa un antidoto in grado di contrastare una forma di avvelenamento. E la vita continua…

(Jalesh)

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Mi manchi

Sei tu che mi manchi
Sei tu che cerco ovunque
Dove ti sei nascosto
Senza Amore non si vive
Torna da me io ti aspetto

Jalesh

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Amore mio

Amore mio quanto tempo è passato ma tu sei sempre nel mio cuore. Ogni mattina ti auguro il buongiorno e da quel momento tu sei sempre vicino a me, mentre cucino, magari qualcosa che a te piaceva, sento la musica e ricordo le serate d’estate passate ad ascoltare i nostri musicisti preferiti , anche se tu avevi anche altre preferenze.
Sei sempre con noi nessuno di noi ti ha dimenticato, fai parte del mio Dna, sei una parte di me, sei sempre l’amore di mamma. La tua nipotina non ha ancora capito dove sei, anche se tuo fratello glielo ha spiegato che sei insieme agli angioletti, ma è troppo piccola per capire. L’altro giorno, ovviamente lei ti vede solo in tutte le foto che abbiamo sparse dentro casa e mentre se ne andava a casa sua con una innocenza e dolcezza….mi ha detto: ” Nonna, non ti dimenticare di salutare lo zio”.
Non puoi immaginare come noi tutti ci siamo sentiti, come è difficile pensare che non sei più materialmente con noi, anche se lo sei spiritualmente.
Io non so dove tu sia, perchè sai quanto il mio Credo sia fragile, ma spero che tu ci possa vedere e sentire quanto ti vogliamo bene. E’ un Amore che non finirà mai, finchè non chiuderò gli occhi anche io…Amore mio ti adoro

mamma

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Aforisma

Le amarezze della vita stordiscono la dolcezza del momento (Jalesh)

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Camminerò

Sulla panchina in silenzio sto
Vorrei correre per il viale
Ma rimango inchiodata lì
Guardo il Mondo vivere
Vorrei avvicinarmi, mi blocco
Cos’è che mi trattiene?
Ammiro i fiori variopinti
Vorrei coglierli uno ad uno
Ma rimango inerme seduta
Non ce la faccio, ho paura
Come è difficile alzarsi!
Ricomincerò come un bambino
Accennerò qualche passo
Ogni giorno uno in più
Finchè un giorno da sola
Camminerò felice sul viale
Su quel bel viale fiorito

(Jalesh)

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La mia libertà….

Dopo tanti anni di esperienza ho imparato con il buonsenso a calmare le mie emozioni con una certa fermezza di carattere. Questa è la difesa della mia dignità e soprattutto la mia libertà interiore. (Jalesh)

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Il mio gruppo

Tra foglietti ingialliti del mio cuore, i ventricoli invecchiati dal tempo, c’è una pagina nuova che emerge, un’ancora a cui mi sono aggrappata, superando momenti difficili e tristi, pur soffrendo e scoprendo scheletri, risposti nello scrigno del dimenticatoio della memoria.
Pagina dopo pagina ho sfogliato il libro, della mia vita e grazie a voi tutte, sono riuscita a ricostruire questo impervio cammino che è la mia vita.
Ringrazio Mary che mi ha sferzato dei colpi bassi tali da mettermi in discussione e reagire con veemenza e rabbia.
Donatella che con la sua verve giovanile, la sua incapacità di prendere decisione, la sua dolcezza fanciullesca mi ha riportato alla mente episodi che avevano attraversato anche i miei figli nella loro adolescenza e ho capito quante volte non avevo saputo affrontare la loro titubanza nel prendere una posizione.
Alessandra con le sue risposte categoriche ed a volte perfino cattive a fare ridimensionare la mia presunzione e calarmi nella veste degli altri cercando di capire il perchè stessero accadendo certe emozioni.
Antonella con la pacifica convivenza con la sua malattia, la sua incapacità di perdere le staffe mi ha spronato ad avere meno ansie ed a prendere le cose dal verso giusto senza adirarmi come è nel mio carattere ribelle e caparbio.
Paola, l’ultima arrivata, apparentemente tranquilla sotto il profilo psicologico con qualche fragilità ed ansie rivolte soprattutto ai suoi figli e la forte tensione che subisce ancora da parte dei suoi genitori, mi ha colpito a tal punto da riconsiderare il rapporto anomalo che avevo e che ho con mia madre. Oggi grazie a lei vado a trovare mia madre un pochino più spesso.
Dulcis in fundo c’è Claudia. E’ banale dire che mi ha aiutato a crescere perchè è il suo obiettivo, il suo lavoro, pertanto parlerò anche della sua persona e non solo come la nostra psicologa.
Attenta silenziosa, a volte troppo, con una memoria da elefante, ha cercato di scavare nella mia mente le caverne oscure che si erano formate in questi anni con pazienza senza fretta, analizzando a volte anche i sogni di cui io avevo una paura terribile del significato che potessero avere nella vita reale.
Con una spiegazione logica e certamente avvalorata da tanti studiosi mi ha sfornato un giorno il significato del sogno: il vomito del cervello….queste sue parole mi sono rimaste impresse a tal punto che oggi sogno ma non presto più attenzione alle particolarità allo specifico del significato.
Non continuo a ringraziarvi perchè indorerei troppo la pillola. Ma una cosa è certa che se non fossi venuta qui dopo la morte di mio figlio Giuliano, oggi non so dove sarei…..
Ho ancora bisogno di voi tutte perciò spero che queste nostre sedute seppur più sporadiche e non in questo luogo possano continuare fin quando sarò proprio io ad allontanarmi e continuare a frequentarvi come carissime amiche che hanno fatto una bellissima crociera negli oscuri meandri degli abissi più profondi dell’anima con una durata del soggiorno più lunga del normale.
Non ci sono ricette per la felicità, basta cercarla e trovarla dentro di noi.

J.

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ll tempo vola via…

” Chiedo scusa al tempo per tutto il mondo che mi sfugge a ogni istante. …” di Wislawa Szymborska

Il tempo scorre velocemente e le giornate volano via senza accorgesene.  Affaccendata tra mille pensieri, Roberta andava a lavorare, si occupava della  casa dei figli, del marito, della suocera, della sorella, bollette da pagare,  condominio, Tasi, dichiarazione dei redditi, tagliando della macchina, ricevimento  dei professori, pranzi cene, insomma un vero tourbillon….. Stanca alla sera, magari qualche versione di latino della figlia che non è riuscita in  un pomeriggio intero a concludere, o un’espressione algebrica del figlio che di  matematica sembra non volerne sapere, si siede davanti alla tele senza capire bene  come ha fatto a superare quella giornata. Ma oggi pioveva o c’era il sole, è già  primavera o siamo ancora in inverno ???
Roberta non è la prima e nemmeno l’ultima persona che non si rende conto che il  mondo che gira intorno a sè non si ferma, e va avanti e lei non riesce a carpire il  meglio di questo passaggio….a che serve arrabbiarsi, a rinunciare ad una bella passeggiata lungo mare, ad ascoltare il canto dei gabbiani e le onde infrangersi  sugli scogli….o ascoltare un bel brano musicale….ma il tempo dove lo trova??
Eppure Roberta si dovrà pur svegliare e rendersi conto che il mondo le sfugge via  ogni istante….
Se ne accorgerà? Speriamo di sì. Altrimenti perderà molto in questa vita se  continuerà a correre dietro al tempo.

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Scheggia (1)

Fotografia di SusannaBi

Nei miei sogni
vorrei raggiungere
l’isola che non c’è

(Jalesh)

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Piramide (Incipit)

…..Il mio occhio s’è fatto pittore ed ha tracciato….
una figura geometrica apparentemente perfetta
una piramide a base quadrata circoscritta in un cerchio
il piede della piramide risiede nel centro di quel cerchio
Le apoteme scendono dall’apice al punto medio del lato base
l’altezza cade nell’apice ortogonalmente sul piano di base
Fortezza simmetrica regolare resistente a tutte le intemperie
Basta un cedimento del lato della base chè la piramide penda
…..Il mio occhio s’è fatto pittore ed ha tracciato….
nel corso degli anni una piramide tronca non più regolare

Jalesh

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