la marea

 

La marea riversa sulla sabbia i resti del mare fra cui quella conchiglia e mi riaffiora in mente indietro con gli anni, quella indimenticabile estate.   (Jalesh)

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Riflessi lunari

Foto di Tiferett

Riflessi argentei
accarezzano il mare
nel suo moto perpetuo

(Jalesh)

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5 gennaio 2016

Non posso venire al mare, oggi, amore mio,  perchè ho la bronchite, ma ti mando un bacio da lontano con papà e sono sicura che ti arriverà ugualmente. Mi manchi da morire più il tempo passa e più forte è il dolore. Ti voglio bene tesoro, sei sempre l’amore di mamma, come dicevi sempre tu.

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Buon Anno 2017

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Tanka (sette Natali senza Te)

Fotografia mia

sette Natali
ormai sono passati
ma dentro al cuore

mi rimane il ricordo
dell’ultimo insieme a te

(Jalesh)

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6 dicembre 2016

Oggi sarebbe stato il tuo compleanno. Ovunque tu sia ricorda che mamma e papà non ti dimenticheranno mai. Sei sempre nel nostro cuore

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Belfagor

 

Foto di Tiferett

Uscito alla luce lunare
Belfagor attira le anime
promettendo ricchezza
personificando il peccato
mortale dell’accidia

(Jalesh)

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Ce soir

Je suis triste ce soir, j’ai le coeur gros.

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Vertigo

Vertigo
assillante fastidio dell’equilibrio
che mi prende
a volte
improvvisamente

Svirgola
la mia fervida mente
immagina neri fantasmi
che naturalmente
intimoriscono

Svio
cercando un pronto rimedio
affinchè io possa
il controllo
riprendere

Spazzo
dalla mia tormentata anima
ogni pensiero nero
proseguendo vivendo
spensierata

(Jalesh)

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Nos mains (Senryu solo nella versione francese)

fotografia di Violeta Dyli

Ma main dans ta main
Un lien inséparable
Amour pour toujours

(Jalesh)

La mia mano nella tua
Un legame inseparabile
Amore per sempre

(Jalesh)

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Pensiero notturno

Sono qui a tormentarmi, mentre passa il tempo e l’età avanza come un istrice. E che cosa mi sono goduta io della vita?? Ansia, tormento, angoscie e dolori. Alla fine sarà come per gli altri che hanno invece vissuto con serenità, speranza, e soprattutto allegria.  (Jalesh)

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Una volta…

Era un giornata piovosa, ma Vittorio sentiva il bisogno di sgranchirsi le gambe e nonostante sarebbe stato meglio stare davanti al camino e rimanere al caldo, prese l’ombrello, indossò l’impermeabile ed uscì di casa. Erano giorni che stava rintanato in quella casa, a pensare a ricordare, a pentirsi di alcune alzate di testa dei tempi che furono. Aveva voglia di leggere qualcosa, perciò si diresse verso il negozio di libri, deciso a trovare un compagno libro per le sue triste serate in perfetta solitudine. Cominciò a sfogliare qua e là, e mentre leggeva vide una raccolta di poesie, ma non fece caso all’autore….iniziò i primi versi …

CON TE
Il mio sguardo Ti accarezza
I miei occhi Ti parlano
Il mio sorriso Ti avvolge
Le mie labbra Ti sussurrano
Ti amo Amore mio come non mai
Il Tuo viso si illumina.
R.C.

…il cuore cominciò a battere all’impazzata, Vittorio riconobbe quei versi..”Ha deciso di raccogliere le sue poesie”, pensò…. e con furia sfogliò la biografia dell’autore….non ci furono dubbi …era lei…quei versi, scritti tanti anni fa per Lui solo per Lui. Ebbe come un capogiro….non l’aveva mai più dimenticata, ma era troppo giovane per riconoscere che quello era il Vero Amore, e se lo lasciò sfuggire come vola via una rondine finita la primavera…Ricorda ancora il loro ultimo appuntamento, come se fosse stato ieri. Lei stava per prendere il traghetto e lasciare l’Isola, l’ultimo suo tentativo di fargli capire quanto lo amasse, ma all’ultimo rintocco dell’orologio del campanile della Chiesa vicino al molo….Lei saliva sul traghetto che la portava via definitivamente da quei luoghi….Sono passati tanti ma tanti anni, Vittorio non seppe mai più nulla, ma Lei è ancora nel suo cuore…..Tenendo stretto il libro che raccoglie le sue poesie si avviò verso casa…..ormai non gli resta nientr’altro di Lei…..

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La mémoire (Il ricordo)

La mémoire fait parfois mal au cœur et rien ne peut effacer cette tristesse qui circule dans nos veines. (Jalesh)

A volte il ricordo  fa male al cuore e nulla può cancellare quella tristezza che circola nelle nostre vene. (Jalesh)

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Aforisma

La vita ti mette a dura prova, ma tu sfidala, combattila e vincerai. (Jalesh)

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I granelli del rosario

Come i granelli del rosario si spargono quà e là  sogni perduti e sogni da realizzare. Ma all’imbrunire quando la notte sopraggiunge i granelli si radunano e le speranze svaniscono per poi ricomporsi  alle prime luci del nuovo giorno. (Jalesh)

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Momenti

Ci sono certe sere che pensi a momenti belli e momenti brutti del passato. Sono passati sette anni, sono passati due anni, e via dicendo….ma effettivamente cos’è che turba il tuo bioritmo in questi frangenti ?. La solitudine, la mancanza di dolcezza, l’assenza dell’amore, il rammarico, il pentimento, il dolore, o la pseudofelicità? Potrei continuare all’infinito, ma non saprei darmi e darvi una risposta. É una di quelle sere in cui vorresti gridare al mondo ciò che ti logora dentro e vorrebbe uscire dalla mente, dal cuore , dalle viscere, pur di ritornare ad una tranquillità apparente, ma che almeno non ti fa stare male.  (Jalesh)

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Taijitu

Grazie  alla fotografia di Kalosf.

Lotta tra il bene e il male
buono e cattivo polarità Taijitu *
L’eterno conflitto esistenziale

(Jalesh)

* è un famoso simbolo della cultura cinese e in particolare della religione taoista e filosofia confuciana

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Senza Te

Bigia questa giornata
insonne notte ricordando
malinconico risveglio
senza la tua presenza

(Jalesh)

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Meta agognata. (Grazie a Kalosf per la sua fotografia)

 

Foto di Kalosf

Salgo
a perdifiato gli scalini
tutti i vicoli
son uguali
disorientata

persa
continuo a salire vicoli
uscita non trovo
mi siedo
esausta

Troverò
la via del ritorno
che mi condurrà
alla salvezza
agognata

(Jalesh)

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Dubbi sul reale

 

Impresso
nella mente il momento
della sua vita
più brutto
ricorda

la
morte di sua madre
con il viso
nel lenzuolo
avvolto

Magritte
trasmette il  chiaro messaggio
insinuando il dubbio
nel reale
stesso

(Jalesh)

Les amants di Magritte

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Tormento

Belva inferocita si avventa sulla preda, non la molla la dilania. Come la mia psiche, che vacila sempre più, da continue ansie paure, che tormentano la mia vita e la mia anima e non mi lasciano godere questa mia esistenza. (Jalesh)

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21 aprile 2016

Come dimenticare, anche se sono passati tanti tanti anni, ben 45 anni. Sei stato il mio primo grande dolore e sarai sempre nel mio cuore. (Jalesh)

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Era il 1943…

 

Era l’inizio della seconda guerra mondiale, gli sguardi e i sorrisi che si scambiavano erano diventati abbracci e baci, ma si svolgeva tutto all’oscuro. Nessuno sapeva. Lei aveva 16 anni e lui 25 anni. Erano felice e presto lui avrebbe chiesto la sua mano. Ma la guerra rovinò tutto, arrivò la chiamata alle armi. La disperazione crebbe nei due ragazzi ma la patria chiamava. Gli addii  furono strazianti e di sotterfugio  promisero di scriversi con un appellativo femminile. Prima di abbracciarla le disse: “Non importa dove andrò, noi due saremo sempre sotto la stessa luna”. Era il 1943, fu mandato in Africa del Nord e ben presto catturato prigioniero e spedito in America, nel Missouri Mississipi, poi in altri campi di concentramento americani. La corrispondenza era di rado, la guerra continuava e gli anni passavano. Ma in tutte le lettere l’amore aumentava ed il finale era sempre lo stesso, la esortava a tenere duro e alla fine si firmava con la solita frase: Non importa dove andrò, noi due saremo sempre sotto la stessa luna.”
Finita la guerra lui tornò a casa sano e salvo, erano passati ben 4 anni, ormai la famiglia era a conoscenza del loro amore e nessuno si oppose al loro matrimonio il 3 dicembre del 1947.

Jalesh

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Qui suis-je?

Qui suis-je

Je me regarde à la glace
je ne me reconnais pas
Ce visage me reste inconnu
Ces yeux sont impenetrables

Qui suis-je?

Pour un instant je pense
J’ouvre bien mes yeux
Je fais une grimace à la glace
Je tourne la tête d’un côté à l’autre

Qui suis-je?

Doucement je commence
A’ reconnaître mes rides
Je souris et ce sont mes lèvres
Je pleure et ce sont mes larmes

Qui suis-je? C’est moi

Moi qui recommence à rêver
Moi qui accepte la triste vérité
Moi qui jouis comme jamais de ma vie
Moi qui espère d’aimer à nouveau

(Jalesh)
Chi Sono?

Mi guardo allo specchio
Non mi riconosco
Questo viso mi rimane sconosciuto
Questi occhi sono impenetrabili

Chi sono?

Penso per un attimo
Apro bene i miei occhi
Faccio una smorfia allo specchio
Giro la testa da una parte e dall’altra

Chi sono?

Lentamente comincio
A riconoscere le mie rughe
Sorrido e sono le mie labbra
Piango e sono le mie lacrime

Chi sono? Sono IO

Io che ricomincio a sognare
Io che accetto la triste verità
Io che gioisco come mai nella mia vita
Io che spero di amare nuovamente

(Jalesh)

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Perduto sogno

 

Micheal Parkes

Tesoro chi sei ?    
Sei l’azzurro del mare…
Sei l’acqua nel deserto..
Sei la stella che brilla per me…
Sei la verità che sto cercando….

 Tesoro chi sei?
Non ti ho visto mai
Ma ti vedo…
Non ti ho mai toccato
Ma sento le tue mani sfiorarmi…
Percepisco il momento…
E ti raggiungo anche lontano mille miglia…
Ti leggo nel pensiero…
E ti metto in bocca le parole giuste…
Lo stesso fai tu per me
Quale fato è in serbo per noi?
Per quale motivo solo adesso?…
Qual’è la ragione di questo incontro?
Qual’è il messaggio che ci vuole mandare?
 Gli interrogativi si susseguono…
Le riposte mi tormentano….
Ma il mio pensiero è rivolto sempre

A te…………………………….
A te…….
Che mi hai ridato il sorriso…

A te….
Che mi hai ridato la gioia di vivere…

A te….
Che mi hai acceso la fiamma
Ormai spenta da anni………

Tesoro chi sei?

(Jalesh)

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