Ashlie

Affacciata al finestrino del treno, cercava di dimenticare. Ma il suo pensiero scorreva sempre nella stessa direzione come le rotaie di questa meravigliosa carrozza, una delle più belle del famoso treno Orient Express. Ashlie è londinese, un’amante della letteratura e del mondo Orientale. In quegli anni era molto difficile esprimere le proprie emozioni su argomenti che trattavano solo gli uomini. Alla fine dell’Ottocento, in tutte le società del mondo occidentale, costume, morale e diritto sono ancora uniti nel sanzionare la diseguaglianza fra uomini e donne, il privilegio maschile, lo stato di minorità delle donne. La modernizzazione sta progressivamente allargando a pezzi di società i diritti di cittadinanza, ma le donne, tutte le donne, sono ancora escluse dalla partecipazione politica, sono ritenute incapaci di agire secondo ragione, sono sottoposte alla potestà del marito; non sono libere di gestire la propria vita e i propri beni; sono escluse da tutta una serie di percorsi di studio e di professioni; non godono di parità di trattamento con gli uomini nella famiglia e nel lavoro. Molte donne delle classi popolari lavorano (operaie in fabbrica, braccianti, contadine, serve, lavoranti a domicilio ma anche piccole commercianti, sarte, ricamatrici), spinte dalla necessità economica, ma l’aspirazione sociale diffusa anche fra loro è quella di essere, come le donne dei ceti agiati, spose e madri all’interno della famiglia, un modello femminile che si è imposto nella società borghese del XIX secolo e che ha segregato la donna borghese in casa più delle sue antenate non borghesi. Ashlie stava scappando proprio da questa funzione borghese che le stava troppo stretta. Sapeva che in Oriente la situazione era peggio, ma contava di trovare qualcosa che la facesse sentire meglio. Lasciare marito figli suocera vita agiata per andare dove?? Ad Istanbul, dove sicuramente la situazione delle donne era ancora pià terrible. In quell’anno l’impero Ottomanno, oramai in crisi, subì la cosiddetta rivoluzione dei “Giovani Turchi”. Il movimento era composto da intellettuali e ufficiali che volevano trasformare l’impero, molto arretrato dal punto di vista economico, in una moderna monarchia costituzionale. Nell’estate di quell’anno alcuni ufficiali marciarono col loro esercito contro Istanbul, costringendo il sultano a concedere la costituzione. Ashlie credeva in quella Rivoluzione composti per lo più da intelletuali e ambiva entrare a far parte del loro Movimento. Ma come?? questo era un bel dilemma. E mentre l’Orient Express continuava la sua marcia verso la sua meta, lei si buttava sempre più in letture filosofiche letterarie e psicologiche per capire meglio come poter entrare a far parte ci questo circolo rivoluzionario di “Giovani ” Turchi”. Immersa nella lettura nella carrozza adibita “a free time” scorrevano le pagine di tomi e anche giornali sulla situazione critica dell’Impero Ottomanno, Ashlie non si accorge che un aitante giovanotto dall’aria intelletuale anche lui sprofondato nella lettura, ogni tanto volgeva lo sguardo verso la nostra protagonista. Il tragitto era lungo fino a Costantinopoli ed in sei giorni il giovane Alim sperava di incrociare gli occhi di Ashlie e conoscere questa affascinante divoratrice di libri. Cala la sera e sull’Oriente Express tutti si avviano verso la carrozza ristorante, ma Ashlie sembrava aver perso la cognizione del tempo. Alim allora prendendo il coraggio a quattro mani e chiedendole mille volte scusa di disturbare la sua lettura le fa presente che è l’ora di cena.
Con un sorriso smagliante Ashlie lo ringrazie e si avviano verso la carrozza. Veloci presentazioni e decisione di cenare insieme, visto che i discorsi caddero subito sulla letteratura orientale. Ben presto Alim confidò ad Ashlie di essere andato a Parigi per migliorare le sue conoscenze su argomenti importanti letterari e di far parte del movimento “Giovani Turchi” , in cui credeva molto, formato da ufficiali dell’esercito, intellettuali e piccoli funzionari, caratterizzati da un acceso nazionalismo turco e dall’ideologia borghese. I Giovani Turchi, col loro “ottomanismo”, volevano un impero unico e indivisibile, con un’unica lingua, al punto che non si poteva essere eletti in parlamento se non si parlava turco…..Ashlie pensò di dover imparare la lingua turca…. Furono giorni intensi quelli di Ashlie e Alim. Si raccontarono tutto quello che il movimento dei “Giovani Turchi” voleva raggiungere e ben presto anche Ashlie cominicò a condividere. L’Oriente Express fu per loro “gaelotto” e così nacque l’Amore. Ovviamente al sesto giorno all’arrivo ad Istanbul, Ashlie era un tantino disorientata sia per la lingua che per il luogo totalmente diverso dal Londra. Ma Alim seppe indirizzarla in un albergo stupendo, dove rimase per un anno a coltivare sia le idee del movimento che il suo amore per Alim. Erano attratti ambedue dalla letteratura orientale e dalle iniziative prese dal movimento. Ben presto Ashlie cominciò a masticare la lingua turca e così decisero di vivere in insieme. Londra, la famiglia, i figli , la suocera, erano un brutto sogno. Ma nel suo cuore c’era ancora una fiamma per i suoi due figli. Intanto le cose nell’impero ottomanno si mettevano male. Il nuovo regime, guidato da esponenti del movimento, tentò di realizzare, con qualche successo, un’opera di modernizzazione dello Stato, ma non seppe avviare a soluzione il problema dei rapporti con popolazioni europee ancora soggette all’Impero, in stato di endemica rivolta. All’inizio le idee erano magnifiche anche se rivoluzionarie, ma Alim e Ashlie realizzarono che era il momento di abbandonare il movimento che stava prendendo una brutta piega. Intanto erano passati quattro anni da quando Ashlie aveva lasciato Londra e aveva notizie dei suoi figli da una sua carissima amica. Ormai era tutto pronto, ambedue convinti dell’errore che avevano fatto nel seguire i “Giovani Turchi” decisero di ritornare in Inghilterra dove Ashlie avrebbe abbracciato i suoi due figli ormai al corrente della situazione. Ma non avevano fatto i conti con l’inizio della prima guerra Mondiale e con il genocidio armeno, condotto durante la guerra. Mentre tentavano di fuggire caddero prigionieri e furono deportati ed eliminati come tanti altri armeni.

Informazioni su jalesh

Jalesh (Signore protettore dell'acqua) La vita nasce dall'acqua è l'acqua è vita. Tutte le culture nella storia del nostro pianeta hanno attribuito all'acqua il più elevato valore simbolico e le hanno riconosciuto il ruolo centrale nella vita umana. Vitruvio sostiene che senza l’energia proveniente dai quattro elementi (aria-fuoco-terra-acqua) nulla può crescere e vivere; per questo una divina mens ne ha reso facile la reperibilità. L’acqua, in particolare, “est maxime necessaria et ad vitam et ad delectationes et ad usum cotidianum”, senza trascurare il fatto, dice Vitruvio, che è gratuita. Così essa non è mai una sola cosa: è fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è “principio e fine” dice Eraclito
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6 risposte a Ashlie

  1. maxilpoeta ha detto:

    bellissima narrazione, è tua? Nel caso complimenti di cuore 😉

  2. 65luna ha detto:

    Molto bella. 65Luna

  3. fulvialuna1 ha detto:

    Che storia! Triste e romantica allo stesso tempo!
    Complimenti per aver avuto il coraggio di chiudere senza un romanticismo esasperante ma una cruda e dura e vera realtà.

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