La pianista

Jane aveva cominciato a prendere lezioni di pianoforte a soli 5 anni…..Ricorda ancora che il primo anno suonò per il compleanno del suo papà il pezzo musicale “Per Elisa” , arrivava a mala pena con il seggiolino girevole alzato al massimo sulla tastiera…. era emozionata, era un pezzo musicale che la faceva librare nell’aria ed insieme alla sua melodia spaziare in forti emozioni. I tasti d’avorio erano la sua vita, ogni giorno, ore e ore di studio…le famose scale musicali, ripetute all’infinito, ma non si annoiava mai. Il suo tempo migliore era quello quando stava seduta davanti al pianoforte. Passa il tempo e Jane diventa un adolescente, dotata di una certa bravura nel suonare il pianoforte, affonta il suo primo concerto in pubblico. Aspettava il suo turno dietro le quinte e le gambe e le mani tremavano come una foglia…finalmente tocca a lei, sudava freddo le sue mani appena appoggiate sui tasti erano incerti, ma con uno sforzo Jane si lascia andare e comincia a suonare…inizia il suo viaggio musicale passando dal tono andante a quello allegro, senza esitazioni, il pubblico in perfetto silenzio ascolta estasiato ed alla fine scoppia in un fragoroso applauso interminabile. Jane è al settimo cielo. Quel giorno capì cosa doveva fare da grande: la pianista. Ma in quel tempo gli avvenimenti politici del luogo dove era nata precipitarono e la sua famiglia fu costretta a ritirarsi in Italia. Il pianoforte fu la prima cosa che i suoi genitori portarono con sè, quindi Jane continuò ad allenarsi ogni giorno. Il tempo passava ed ormai gli esercizi che Jane suonava ogni giorno li sapeva a memoria, ma il conservatorio era troppo lontano e costava andare avanti nello studio. Prese la maturità, ma non abbandonava il suo sogno, ogni giorno si allenava e le sue dita erano flessibili tanto da sfiorare i tasti con leggerezza ed abilità…..ma il suo sogno svanì…..bisognava andare a lavorare, erano gli anni del 1968, studiò lingue ma ancora oggi…pensa al suo sogno perduto….suonando ancora qualche volta non più con le dita tanto flessibili

Informazioni su jalesh

Jalesh (Signore protettore dell'acqua) La vita nasce dall'acqua è l'acqua è vita. Tutte le culture nella storia del nostro pianeta hanno attribuito all'acqua il più elevato valore simbolico e le hanno riconosciuto il ruolo centrale nella vita umana. Vitruvio sostiene che senza l’energia proveniente dai quattro elementi (aria-fuoco-terra-acqua) nulla può crescere e vivere; per questo una divina mens ne ha reso facile la reperibilità. L’acqua, in particolare, “est maxime necessaria et ad vitam et ad delectationes et ad usum cotidianum”, senza trascurare il fatto, dice Vitruvio, che è gratuita. Così essa non è mai una sola cosa: è fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è “principio e fine” dice Eraclito
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9 risposte a La pianista

  1. rosasolito ha detto:

    e oggi purtroppo è una brutta realtà anche per gli adolescenti e genitori anche qui in Italia, è purtroppo anche la mia in veste di genitore che sto allargando gli orizzonti in cerca di altre terre……..è triste questa cosa

  2. pikaciccio ha detto:

    triste ma bella … e poi suona ancora …

  3. oddonemarina ha detto:

    Non sempre i sogni si realizzano, ma l’importante continuare in ciò che a noi piace…bravissima bisous

  4. fulvialuna1 ha detto:

    Mi sa tanto di un’esperienza personale…malinconicamente bello questo racconto/ricordo.

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