Il Petalo

Cade un giovane petalo
Mentre le  note suonano
Dentro al mio cuore triste
Nel silenzio del mio dolore

(Jalesh)

5 gennaio 2009

Informazioni su jalesh

Jalesh (Signore protettore dell'acqua) La vita nasce dall'acqua è l'acqua è vita. Tutte le culture nella storia del nostro pianeta hanno attribuito all'acqua il più elevato valore simbolico e le hanno riconosciuto il ruolo centrale nella vita umana. Vitruvio sostiene che senza l’energia proveniente dai quattro elementi (aria-fuoco-terra-acqua) nulla può crescere e vivere; per questo una divina mens ne ha reso facile la reperibilità. L’acqua, in particolare, “est maxime necessaria et ad vitam et ad delectationes et ad usum cotidianum”, senza trascurare il fatto, dice Vitruvio, che è gratuita. Così essa non è mai una sola cosa: è fiume e mare, è dolce e salata, è nemica ed amica, è confine e infinito, è “principio e fine” dice Eraclito
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6 risposte a Il Petalo

  1. ombreflessuose ha detto:

    Anche i fiori più belli col tempo appassiscono.
    Ma un destino ingrato ha cancellato ad un giovane petalo il suo tempo
    Ti abbraccio forte
    Mistral

  2. ombreflessuose ha detto:

    Un pensiero e un abbraccio
    Mistral

  3. stefanobu ha detto:

    Cara Jalesh, apprezzo molto i commenti che sempre porgi ai post che pubblico, e ti sono grato per l’interessamento che mostri nei miei confronti. Così come tu ti rivolgi a me come madre, io mi rivolgo a te come un figlio: non posso spiegarti facilmente il perchè di tanta pesantezza nei versi che creo. Non è ancora chiaro nemmeno a me. Posso solo rivelare che si tratta di questioni tanto profonde quanto lontane dal quotidiano. Non solo, anzi.. La questione è enormemente più complessa. Per il momento sono solamente un ragazzo che legge e tenta di scrivere; il vero studio, la vera disciplina mi sono ancora lontane. Per il momento sono un po’ come Pessoa: niente, ma in me ho tutti i sogni del mondo. Questo è un buon punto di partenza. Il mio obiettivo è di indagare la realtà e le emozioni umane, il loro agire, le contraddizioni che tanto lo spingono ad errare e pasticciare regole e leggi, e voglio farlo con la precisione ed il piglio critico adeguati. C’è tanto di quel materiale da poterci tirare su milioni di libri, ed alcuni lo hanno fatto. Non si possono ignorare gli scritti di Cioran, le lezioni di Carmelo Bene, i sermoni di Pasolini, di Moravia, di Dostoevskij, di Tolstoj, di Kafka l’illustrissimo, e di milioni di altri. Molti di loro hanno scritto cose pesantissime, eppure non erano persone tristi per definizione. Poichè mi sto accorgendo che in questo nostro agire molte cose non solo non mi piacciono, ma mi paiono assurde e tremende, ho il dovere di indagarle, così come un giorno avrò il dovere di indagare il perchè io abbia potuto pensare che tali cose, ai miei occhi, risultassero assurde. Un lavorio continuo, insomma. Detto questo, ti ringrazio ancora per il commento e l’interesse che mi hai mostrato! Complimenti ancora per questo blog, sempre rasserenante!

  4. runa974 ha detto:

    dopo un po..torno a riprendermi il posto delle parole mancanti, un abbraccio ed anche se in ritardo, buon anno*

  5. Rosemary3 ha detto:

    Una stupenda composisizione, carissima: “un giovane petalo” strappato agli affetti dei cari…
    Un abraccio
    Ros

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